Prima Assemblea dei Poli SBN - 24 Giugno 2015

26/06/2015

Roma - Biblioteca Nazionale Centrale

La prima Assemblea dei Poli: un resoconto

Mercoledì 24 giugno 2015, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si è svolta la Prima Assemblea dei Poli SBN. Il Polo Nap era presente con il gestore del Polo, Piera Russo, nella sua qualità di componente del Comitato Tecnico Scientifico e con Domenico D. De Falco (Biblioteca Statale di Montevergine), che era stato designato quale rappresentante del Polo Nap per quest’Assemblea.

Gli interventi, coordinati da Simonetta Buttò, neo-direttrice dell’ICCU, hanno preso avvio con Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, il quale ha fatto un cenno al sistema di gestione dei servizi all’utenza in uso presso la BNCR, Ermes, al quale si accede naturalmente dall’opac (così come accade nel nostro opac che apre la pagina dei servizi di SBN Web. Non conosciamo Ermes, quindi non sappiamo se e quanto sia più “performante” rispetto al modulo interno della gestione dei servizi da web di SBN, ma Ermes dovrebbe essere un software commerciale, dunque dovrebbe avere dei costi, ndr).

Rossana Rummo, Direttore generale Biblioteche e Istituti Culturali, si è soffermata su alcuni dei temi più importanti che sono all’attenzione del MiBACT e degli organi di governo di SBN (Comitato Nazionale di coordinamento, Comitato Tecnico Scientifico, Assemblea dei Poli), quale ad esempio la necessità di rafforzare la cooperazione (che è peraltro già uno dei pilastri a fondamento della filosofia di SBN) agevolando nel contempo il decentramento sui territori. Rummo ha poi citato alcuni dei numeri di SBN (riportati nel dettaglio da Buttò nella sua relazione, di cui scriviamo più avanti) e ha ribadito che la consultazione del catalogo SBN è disponibile 24 ore su 24, ciò che ne fa un autentico strumento di servizio. In autunno sarà convocato nuovamente il Comitato Nazionale di coordinamento che si troverà ad affrontare delle questioni che sin da ora si delineano nel loro potenziale non sempre positivo: due per tutte, o su tutte, sono la vicenda delle Biblioteche appartenenti alle province soppresse e le biblioteche scolastiche, temi questi che sono stati poi ampiamente e a più riprese citati negli interventi successivi.

Simonetta Buttò ha a questo punto svolto la sua relazione, iniziando a citare gli spunti, in parte noti, in parte inediti, che sono emersi dall’esame dei documenti richiesti da ICCU a tutti i Poli, in previsione e preparazione della Prima Assemblea dei Poli. I documenti ricevuti sono in numero di 42 (consultabili sul sito ICCU all’indirizzo http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/organi_sbn/pagina_0001.html). Sullo stesso sito ICCU, dalla pagina http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/organi_sbn/,

si ha accesso a due documenti in formato .pdf contenenti l’uno le Proposte dell'ICCU sulle priorità emerse dai documenti inviati dai Poli SBN in vista dell’Assemblea dei Poli e l’altro la Sintesi delle priorità emerse dai documenti inviati dai Poli SBN in vista dell’Assemblea dei Poli

SBN ha alle spalle una storia ormai trentennale, giacché il primo polo fu costituito nel 1986 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; dunque, anche per una questione “anagrafica”, si rende necessario avviare una serie di incontri, con lo scopo di monitorare la rete SBN per valutare e attuare interventi più e meno profondi e radicali, a seconda delle necessità, che avranno luogo –con forme e modalità che saranno in parte dettate da esigenze e ristrettezze economiche- nei primi mesi del nuovo anno.

SBN ha al suo centro l’Indice, da cui si dipartono i collegamenti in periferia. Le Biblioteche che partecipano a SBN sono 5800 organizzate in 96 Poli (in Campania ne abbiamo 2, il polo NAP del MiBACT e il polo CAM della Regione Campania). L’ultimo polo ad essersi nei giorni scorsi aggiunto alla estesa famiglia di SBN è il polo della ex Discoteca di Stato, ora Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, con la sua ricca collezione di volumi e documenti sonori.

SBN può vantare più di 14 milioni di notizie bibliografiche con più di 74 milioni di localizzazioni.

Buttò ha inoltre citato gli altri sistemi nazionali coordinati da ICCU e cioè:

  • la base dati EDIT 16, sui libri del Cinquecento stampati in Italia o in lingua italiana, che conta più di 67.000 record;

  • Manus on line, censimento dei manoscritti italiani, con 260.000 record;

  • l’anagrafe delle Biblioteche italiane, che annovera 17.460 record, corrispondenti a 13.000 biblioteche effettivamente funzionati;

  • Internet Culturale, Biblioteca Digitale Italiana, con 1 milione di record e 10 milioni di oggetti digitalizzati;

  • Cento Anni Grande Guerra, il portale tematico dedicato al centenario della Prima Guerra Mondiale, con 260.000 record;

  • Cultura Italia, con 3 milioni di record.

SBN fa registrare circa 200.000 transazioni giornaliere in Indice (corrispondenti al lavoro dei bibliotecari) e più di 90 milioni di ricerche in Opac (versante degli utenti). Per supportare e al tempo stesso onorare questi numeri che sono di tutto rispetto, si rende necessario rafforzare i principi della cooperazione per il rilancio di SBN, il suo sviluppo futuro e la sua concreta sostenibilità, anche attraverso nuove forme di collaborazioni, quali ad esempio quella con Wikimedia e Google (che sta completando il lavoro di digitalizzazione dei fondi delle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze) per un’effettiva e diffusa condivisione delle informazioni. A questo obiettivo concorre naturalmente anche l’adozione di quegli strumenti innovativi rivolti ai bibliotecari, quale ad esempio FRBR (in italiano, Requisiti Funzionali per i Record Bibliografici, ndr), soprattutto in vista di un’affermazione del web semantico. Inoltre, in considerazione di una sempre più consistente presenza nella rete e nei cataloghi di documenti digitali, non solo versioni digitali di documenti già pubblicati in formato tradizionale cartaceo, ma soprattutto i cosiddetti digitali nativi (cioè documenti nati direttamente in digitale, dei quali magari non esiste neanche un corrispondente cartaceo), si rende necessaria un’operazione -complessa e articolata, ma non più differibile- che tenda a uniformare e rendere davvero interoperabili tra loro le varie esperienze attualmente presenti in Italia. Al riguardo è stato citato il progetto Magazzi digitali (qui sulla pagina del sito web della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/index.php?it/828/magazzini-digitali, e qui un documento in formato .pdf di sintesi sul sito dell’ICCU: http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/organi_sbn/).

Dopo la puntuale relazione di Simonetta Buttò, ha preso la parola il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il quale, da politico, ha paventato l’ipotesi che il MiBACT potrebbe essere anche un ministero economico e produrre quindi reddito, non soltanto attraverso i settori che richiamano l’attenzione del pubblico; d’altra parte, Franceschini ha sostenuto che archivi e biblioteche andrebbero valorizzate con attribuzione di risorse economiche e di personale, indipendentemente dal fatto che siano o meno portatori di introiti (se ciò è vero, lo è in misura molto ridotta, provenendo gli introiti soltanto dalla riproduzione per motivi di studio dei propri documenti e, più raramente, dalla riproduzione per scopi commerciali o dall’affitto di locali, ndr). Sarebbe pertanto necessario un bilanciamento delle risorse erogate dallo Stato al MiBACT; al riguardo Franceschini ha affermato che l’1% del FUS, destinato per esempio anche alle Fondazioni liriche, rappresenterebbe un finanziamento enorme se erogato in favore delle biblioteche. Un altro motivo di sofferenza per archivi e biblioteche riguarda le risorse umane; qui Franceschini faceva evidentemente riferimento a una recente indagine (di cui si sono avvertiti gli echi preoccupati anche nelle liste di discussione dei bibliotecari) sull’età media, molto alta, degli addetti alle biblioteche ma ha tuttavia aggiunto che, prima di programmare, se possibile, nuove assunzioni, bisognerà pensare a ricollocare il personale delle province. Franceschini si è limitato a una riflessione sui temi già sollevati da chi l’aveva preceduto e ha quindi aggiunto una considerazione sulle biblioteche scolastiche che, a fronte di un ricco potenziale che potrebbero avere, sono per lo più delle realtà fantasma, e ha auspicato una collaborazione più estesa tra librerie, biblioteche, scuole per una generica promozione della lettura (argomento che non perde mai il suo carattere di grande attualità, ndr).

Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, insediatosi di recente, ha auspicato di riuscire a svolgere una funzione anche propositiva per stabilire relazioni con tutti i settori della società. Ha aggiunto che SBN rappresenta un modello virtuoso perché è patrimonio nazionale e consente di superare le divisioni in quanto alla sua base esiste un chiaro e potente principio di totale condivisione. Da ex rettore dell’Università di Foggia, e quindi profondo conoscitore di una tra le più importanti biblioteche provinciali (la Magna Capitana di Foggia), Volpe ha fatto anch’egli un accenno alla questione ormai annosa della soppressione delle province e all’altra non meno importante delle biblioteche scolastiche.

Roberto Delle Donne, professore di Storia medioevale presso l’Università di Napoli “Federico II”, ha posto l’accento sulla necessità di attuare una cooperazione per una fattiva integrazione dei servizi; ha portato ad esempio la decisione di molte amministrazioni pubbliche di rendere disponibile sul web parte dei loro documenti, soprattutto per l’impulso dettato dall’iniziativa della Commissione europea dell’Agenda digitale, una delle sette della strategia Europa 2020. Delle Donne ha infine rappresentato che sulla questione cooperazione ciò che sembra mancare è un più coerente quadro normativo di riferimento, che sia adeguato e quanto più possibile completo.

Alessandro Zucchini, direttore dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna, ha citato il polo modenese quale esempio di cooperazione, in quanto comprendente biblioteche pubbliche, comunali, diocesane e private. Nel 2014 più di 400.000 persone hanno chiesto almeno un libro in prestito; gli utenti iscritti sono quasi 2 milioni per poco meno di 20 milioni di movimenti. SBN dovrebbe a suo avviso essere lo strumento per rendere davvero omogenee le modalità di fruizione dei servizi; un utente già registrato in una biblioteca dovrebbe poter essere riconosciuto anche altrove, al di fuori del proprio polo, e non essere costretto a registrarsi nuovamente (ciò che per la verità con il nuovo SBN Web già avviene, per lo meno all’interno del polo: un utente che si iscriva ad una qualsiasi delle biblioteche dello stesso polo, utilizza quella sua iscrizione per accedere ai servizi di tutte le biblioteche del polo. Ciò che cambia da biblioteca a biblioteca è evidentemente la modalità di fruizione dei servizi, ndr).

Francesco Palumbo, direttore dell’Area Politiche di promozione del territorio dei saperi e dei talenti della Regione Puglia, ha parlato della possibilità di favorire lo sviluppo anche socio-economico di un territorio attraverso l’offerta di cultura con sistemi locali nei quali rientrano a pieno titolo le biblioteche. Nello scenario nuovo che Palumbo ha prefigurato per le biblioteche, per rinnovare la loro stessa esistenza, ci è sembrato di cogliere un accenno ad esperienze di altri paesi europei, quali gli Idea Store londinesi, che comunque hanno in sé il rischio di snaturare l’essenza e il ruolo stesso delle biblioteche (ma questa è un’altra storia).

Vincenzo Santoro, responsabile Dipartimento Cultura e Turismo dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, si è chiesto dove sarebbero reperibili le risorse che dovrebbero servire per il trasferimento delle funzioni dalle province soppresse agli altri enti cui dovrebbero passare. SBN riveste per i comuni un’importanza strategica; un supporto al consolidamento della loro vita potrebbe essere rappresentato dal possibile loro impiego in servizi che normalmente esse non erogano, ad esempio le informazioni turistiche, come avviene nelle biblioteche di altri paesi.

A questo punto, a conclusione della prima parte della giornata, Rossana Rummo ha voluto riannodare le fila del complesso quadro delineatosi negli interventi della mattinata, citando per lo meno due temi di grande importanza, e cioè:

  • il tema dell’interoperabilità dei sistemi;

  • il tema delle risorse umane, oggi in via di inesorabile esaurimento, collegato ad un possibile rimedio che si potrebbe configurare come un’evoluzione in senso più moderno delle biblioteche (anche qui un riferimento agli Idea Store?,ndr).

Dopo la breve pausa, la giornata è proseguita poco dopo le ore 14. Simonetta Buttò ha aperto la seconda sessione dei lavori riassumendo le questioni che erano emerse nella mattinata:

  • alta età media degli addetti alle biblioteche italiane e conseguente necessità di ricambio generazionale;

  • voglia di partecipazione alla condivisione delle tappe da percorrere per un rilancio di SBN.

Dai documenti dei 42 poli che hanno risposto all’invito dell’ICCU è emersa inoltre la necessità di fermare l’attenzione su:

  • potenziamento dei servizi all’utenza;

  • incremento e gestione delle risorse digitali;

  • gestione coerente e fattiva della cooperazione.

Claudio Gamba, dirigente Struttura “Istituti e luoghi della Cultura e Soprintendenza beni librari” della Regione Lombardia, ha dato avvio, facendo da moderatore, agli interventi dei rappresentanti dei Poli. Qui ci scusiamo se non siamo in grado di citare tutti i nomi, non avendo fatto in tempo ad annotarli.

Per il Polo FOG, Foggia, la collega ha parlato del ruolo delle regioni, che dovrebbero essere chiamate ad un contributo economico alla gestione dei poli. Sulla questione delle biblioteche provinciali, che riguarda soprattutto le regioni del Meridione d’Italia, occorrerebbe una unica cabina di regia, non fosse altro che per individuare il soggetto cui spetta di raccogliere i dati (ha raccontato al riguardo di aver ricevuto in tempi ravvicinati diverse richieste di dati sullo stesso argomento da altrettanti diversi mittenti).

La collega del Polo RAV, Romagna e San Marino, ha ravvisato la necessità di una Carta dei Servizi nazionale che indichi in linea di massima orari di apertura e tariffe condivise, modalità di accesso omogenei, prestabilità dei documenti.

Qui è intervenuto Gamba per esprimere qualche riserva sulla possibilità concreta di riuscire a uniformare tariffe praticate da una platea di biblioteche di tipologie le più diverse e varie.

La collega del Polo Unificato bolognese UBO ha auspicato l’apertura di SBN verso ACNP e una interoperabilità non solo a livello di anagrafe, ma anche di catalogazione, proponendo la costituzione di un tavolo tecnico sulla questione.

Giovanni Bergamin è intervenuto a nome delle due Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze con un intervento concordato insieme con Giovanna Cordani, per porre alcune questioni, quali:

  • trattamento in SBN del materiale digitale nativo;

  • integrazione tra SBN e Magazzini digitali;

  • evoluzione di SBN nella gestione dei metadati;

  • revisione del modello di indicizzazione semantica tradizionali (in alcune realtà europee c’è una indicizzazione automatica, molto semplice);

  • revisione delle pratiche di cooperazione;

  • proposta di dotare SBN di identificativi esterni (per esempio VIAF) per facilitare il passaggio dei dati.

Per il Polo LIG, Regione Liguria, Giuseppe Pavoletti ha posto l’accento sul fatto che SBN Web, pur assicurando l’uso gratuito, non è tuttavia su licenza davvero libera, per cui ha auspicato che si arrivi a una politica comune di licenze libere per applicativi di pubblica utilità. Inoltre, Pavoletti ha precisato che la Regione Liguria sopporta tutti i costi di gestione del polo.

La questione delle biblioteche scolastiche viene affrontata anche da Daniela Benincasa, dirigente scolastica, per la quale sarebbe utile una collaborazione con i bibliotecari di professione che potrebbero fornire supporto ai docenti che si occupano delle biblioteche nelle loro scuole.

È poi intervenuta Antonella Cossu dell’ICCU per precisare che da ACNP è possibile accedere alle schede delle biblioteche che posseggono la rivista che si sta cercando, purché le stesse partecipino ad ACNP. In ogni caso sarebbe auspicabile una maggiore interoperabilità tra i vari sistemi.

Chiara Silla, della Regione Toscana, ha esordito riaffermando la cifra di una orgogliosa condivisione di un prodotto di enorme validità qual è SBN. Nel contempo, vanno potenziati alcuni settori di SBN, quali i servizi agli utenti, il che significa anche in qualche modo smettere di “lucidare i record catalografici” per dedicare risorse economiche e di personale ai servizi. Al riguardo, è possibile accedere a fondi della comunità europea che su tematiche quali l’innovazione tecnologica ha mostrato da tempo particolare sensibilità. Ha riferito inoltre di un portale di servizio per fornire supporto di ogni tipo (un po’ come il nostro Mantis di polo, ndr).

Ha chiuso la giornata Claudio Leombroni, della Provincia di Ravenna, che ha disegnato i contorni di un contesto ideologico su SBN, dal quale è emersa soprattutto la necessità di lavorare di più insieme. Leombroni ha portato all’attenzione della platea una riflessione importante riguardo le biblioteche provinciali e l’incerto destino cui vanno incontro con l’attuazione del decreto di soppressione; il vero problema al riguardo è che, soprattutto nel Meridione d’Italia, non esistono biblioteche civiche, e questo è un dato allarmante. Alla loro mancanza hanno infatti finora supplito le biblioteche provinciali (ed altre presenti sul territorio, aggiungiamo noi), ma ora che si prefigura uno scenario allucinante nel quale le biblioteche delle province spariranno, queste città rischiano di rimanere senza biblioteche, siano esse di conservazione o di consultazione.

Simonetta Buttò ha rivolto un ringraziamento a tutti i (numerosi) partecipanti ed ha infine dichiarato chiusi i lavori della Prima Assemblea Nazionale dei Poli SBN.

25 giugno 2015

(Domenico D. De Falco)